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FAQ: SERVIZIO CONSULENZA POST CORSO

CORSI SULLA SICUREZZA DELLE MACCHINE - DIRETTIVA 2006/42/CE

Il percorso formativo proposto da Vega Formazione si caratterizza per un servizio di consulenza online post-corso gratuito e riservato ai partecipanti che consente una prosecuzione del percorso formativo intrapreso garantendo un accrescimento professionale costante e fornendo utili supporti per la propria professione.

Ciascun partecipante riceverà, congiuntamente all'attestato, un codice di accesso da utilizzare per porre quesiti ai docenti del corso, utilizzando l'apposito spazio web "Area Riservata partecipanti" del sito.

Le risposte fornite dal docente verranno inviate a colui che ha formulato le domande e, se ritenute di comune interesse pubblicate sul sito. Tali domande e risposte sono inoltre accessibili dall'area riservata del cliente.
Principali quesiti formulati dai partecipanti e relative risposteInserita il:

RISPOSTA:

Per poter confermare che non si tratti di un insieme di macchine accorerebbe visionare il suo funzionamento. In ogni caso si ricorda che una serie di singole macchine e quasi-macchine munite di marcatura CE costituisce un «insieme di macchine» quando soddisfa i tre criteri riportati qui di seguito:





  1. Le unità costitutive sono montate insieme al fine di assolvere una funzione comune, ad esempio la produzione di un dato prodotto.




  2. Le unità costitutive sono collegate in modo funzionale in maniera tale che il funzionamento di ciascuna unità influisce direttamente sul funzionamento di altre unità o dell'insieme nel suo complesso, e pertanto è necessaria una valutazione dei rischi per tutto l'insieme.




  3. Le unità costitutive dell'insieme hanno un sistema di comando comune (ad es. un sistema di guida).




RISPOSTA:

Se la sostituzione dei motori non ha portato modifiche sostanziali, il cancello non deve essere marcato CE dall’installatore; se invece sono state eseguite modifiche sostanziali (tipo aumento di potenza dei motori) l’impresa che ha eseguito le modifiche diventa il nuovo fabbricante e quindi è tenuta a marcare CE il cancello, rilasciare il manuale e la dichiarazione di conformità.


RISPOSTA:

Quanto da lei osservato è corretto e questo dimostra come alcuni aspetti della Direttiva Macchine siano valutati con scarsa attenzione da parte dei fabbricanti. Per farle un esempio anche la norma CEI EN 62745 “Sicurezza del macchinario - Prescrizioni per i sistemi di comando e controllo senza fili del macchinario” prescrive al punto 4.2.1 quanto segue” The remote station and its control actuators shall be designed and arranged so as to minimise the possibility of inadvertent actuation (for example, caused by dropping to the floor or striking an obstruction, failure of electronics) generating an unintended hazardous command”. Questo requisito non sempre viene assolto pienamente dal fabbricante.


RISPOSTA:

In assenza di documentazione attestante la conformità CE della macchina e in assenza di manuale risulta necessario effettuarne un'analisi dei rischi elaborando le relative istruzioni per il corretto uso. A seguito degli eventuali adeguamenti sarà necessario procedere con la formazione e l'addestramento dei lavoratori addetti, avendo cura di registrare le attività svolte.


RISPOSTA:
La ditta incaricata non dovrà rilasciare necessariamente una dichiarazione di conformità all’allegato V, ma questa sarà necessaria qualora l’attrezzatura venga venduta o concessa in uso a terzi (e in tal caso dovrà essere rilasciata dal vostro datore di lavoro). In merito all’assenza del manuale, si può considerare sufficiente la redazione di un’istruzione operativa sul suo corretto utilizzo, con l’aggiunta delle attività manutentive e di controllo necessarie da eseguire.

RISPOSTA:
Una quasi macchina non deve essere marcata CE. La marcatura CE finale della quasi macchina con la macchina spetta all'assemblatore dell'insieme.

RISPOSTA:

Purtroppo non esiste un chiarimento ufficiale da parte del legislatore su come devono essere considerati gli stampi ad iniezione. L'interpretazione più diffusa è quella di considerarli delle attrezzature intercambiabili. Il fabbricante deve procedere quindi con la redazione del fascicolo tecnico, la dichiarazione di conformità CE, il manuale e la loro marcatura CE.


RISPOSTA:
La dicitura “linea nuova” nella dichiarazione di conformità non costituisce una non conformità ai sensi della direttiva 2006/42/CE.

RISPOSTA:
La marcatura dei quadri e dell'intera macchina non necessita di particolari abilitazioni per chi le emette. La marcatura CE della macchina si sensi della direttiva 2006/42/CE ingloba di fatto la conformità alla direttiva bassa tensione.

RISPOSTA:
L’insieme di macchine/quasi macchine come descritto non rientra nell’allegato IV del D.Lgs. 17/10. Per la valutazione della conformità dell’insieme si deve pertanto seguire quanto indicato dall’art. 9 comma 2 del D.Lgs. 17/10 e cioè: “Se la macchina non è contemplata dall'allegato IV, il fabbricante o il suo mandatario applica la procedura di valutazione della conformità con controllo interno sulla fabbricazione della macchina di cui all'allegato VIII”. Resta inteso che invece le valutazioni di conformità degli elementi costituenti l’insieme dovranno seguire le procedure previste dall’art. 9 in caso di macchine e art 10 in caso di quasi-macchine.

RISPOSTA:
1) Premesso che la Direttiva Macchine 2006/42/CE fa riferimento solo al numero di serie e non al numero di matricola (su cui peraltro non se ne evince la differenza), riportiamo quanto indicato dalla Guida applicativa alla Direttiva medesima: “Nel caso delle macchine di serie prodotte in grandi quantità, è possibile stilare un’unica dichiarazione CE di conformità che copre una gamma di numeri di serie o partite; in questo caso, la gamma coperta dalla dichiarazione deve essere specificata; si dovrà emettere una nuova dichiarazione CE di conformità per ciascuna nuova gamma di numeri di serie e partite. Ad ogni modo, si deve fornire la necessaria identificazione per garantire il collegamento fra ciascuna macchina e la dichiarazione CE di conformità applicabile”.

2) Non risulta necessario redigere un’ulteriore “dichiarazione di conformità all’allegato V”. Resta inteso che il datore di lavoro che acquista l’attrezzatura dovrà comunque verificare che la stessa risponda ai requisiti minimi dell’allegato V come dichiarato dal venditore.

3) Non abbiamo un fac-simile di dichiarazioni di conformità all’allegato V, ma ricordiamo che non esiste un format definito da normativa. Le modalità di redazione di questo documento è libera ma deve evidentemente contenere alcuni elementi minimi che sono: l’indicazione del tipo e modello di macchina e il suo numero di serie (se presente o codice univoco identificativo), un’espressa dichiarazione che la macchina è conforme ai requisiti minimi di sicurezza previsti dall’allegato V del D.lgs. 81/08 e dall’art. 11 del D.P.R 459/96, la data e la firma del datore di lavoro che vende l’attrezzatura.

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