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FAQ: SERVIZIO CONSULENZA POST CORSO

CORSO PREPOSTI PER LA SICUREZZA - AGGIORNATO LEGGE 215/2021

Il percorso formativo proposto da Vega Formazione si caratterizza per un servizio di consulenza online post-corso gratuito e riservato ai partecipanti che consente una prosecuzione del percorso formativo intrapreso garantendo un accrescimento professionale costante e fornendo utili supporti per la propria professione.

Ciascun partecipante riceverà, congiuntamente all'attestato, un codice di accesso da utilizzare per porre quesiti ai docenti del corso, utilizzando l'apposito spazio web "Area Riservata partecipanti" del sito.

Le risposte fornite dal docente verranno inviate a colui che ha formulato le domande e, se ritenute di comune interesse pubblicate sul sito. Tali domande e risposte sono inoltre accessibili dall'area riservata del cliente.
Principali quesiti formulati dai partecipanti e relative risposteInserita il:

RISPOSTA:

Il preposto di fatto è ancora previsto dalla legislazione vigente, ma diviene ora una "anomalia organizzativa". Se oggi un soggetto svolge funzioni di preposto, deve essere individuato (incaricato) e formato. Viceversa, il datore di lavoro potrà incorrere in sanzioni per mancata individuazione della figura del preposto.


RISPOSTA:

No, la normativa non prevede un rapporto numerico preposto/lavoratori.


RISPOSTA:

L’art. 19 del D. Lgs. 81/08 (Obblighi del preposto) prescrive che se durante l’attività di supervisione e vigilanza il preposto si trovi a rilevare “non conformità comportamentali in ordine alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale” deve “intervenire per modificare il comportamento non conforme fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza della inosservanza, interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti”.

Secondo quanto sopra citato, quindi, il preposto può e deve impartire ordini qualora rilevi il non rispetto delle condizioni di sicurezza e si attivi per ripristinarle. La norma non specifica la possibilità di impartire ordini scritti o orali ed è quindi ragionevole pensare che possano essere adottate entrambe le modalità.


RISPOSTA:

La “persona esperta” che deve fare l’addestramento, a seconda del tipo di addestramento da erogare può essere il preposto stesso, un lavoratore esperto, un tecnico installatore o formatore della ditta produttrice di una determinata macchina e/o attrezzatura. In ogni caso la persona che eroga l’addestramento deve conoscere bene macchine, attrezzature, procedure e tutti i rischi connessi al loro utilizzo nonché le relative norme di riferimento.


RISPOSTA:

L’art. 19 del D. Lgs. 81/08 (Obblighi del preposto), modificato dalla Legge 215/2021, rafforza il ruolo del preposto specificando che deve sovrintendere e vigilare sull’attività dei lavoratori, sulle disposizioni aziendali in materia di sicurezza, sull’uso dei DPI etc. Questa attività di supervisione e vigilanza va svolta dal preposto sul campo e, per tenerne traccia scritta (da esibire, per esempio, in occasione di ispezioni da parte degli organi di vigilanza) è opportuno utilizzare dei moduli in cui il preposto può annotare tutte le informazioni utili per verbalizzare l’attività di vigilanza (data, reparto controllato, aspetti controllati, non conformità rilevate, etc.).


RISPOSTA:
L’art. 18 del D. Lgs. 81/08 sugli obblighi del datore di lavoro e del dirigente, nel comma 1 lettera b-bis) di nuova formulazione precisa: “individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza di cui all’articolo 19. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento spettante al preposto per le attività di cui al precedente periodo (…)”.
Sulla base di quanto sopra citato, quindi, il riconoscimento economico del preposto può essere stabilito dal CCNL di settore.

RISPOSTA:
Tra le modifiche al D. Lgs. 81/08, entrate in vigore con la Legge 215/21, una delle più rilevanti si trova all’art. 18 comma 1. B-bis) che introduce il nuovo obbligo per il datore di lavoro di “individuare il preposto o i preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza di cui all’articolo 19. I contratti e gli accordi collettivi di lavoro possono stabilire l’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività di cui al precedente periodo. Il preposto non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività”.
Le modifiche introdotte all’art. 18, quindi, prevedono l’obbligatoria individuazione del Preposto: la legge non dà indicazione sulle modalità con cui attribuire l’incarico al Preposto, ma è pacifico che deve essere formalizzato e controfirmato per poter essere verificabile e attestare che le parti, ossia il Datore di Lavoro e il Preposto, ne siano a conoscenza.
Individuare non significa che necessariamente in azienda deve essere presente un preposto, ma che se è presente un preposto, questo deve essere nominato.

RISPOSTA:
Riportiamo di seguito le definizioni dell’articolo 2 del D.Lgs. 81/2008:
- Dirigente è “persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa”.
- Preposto è “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”.

Oltre a questo, il D. Lgs. 81/2008 stabilisce per le due figure del dirigente e del preposto specifici e differenti obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro diverse, riportate rispettivamente nell’art. 18 e 19 del D. LGs. 81/08.

Volendo sintetizzare, la differenza fondamentale tra le due figure è nel grado di autonomia organizzativa consentita: come si nota dalla definizione, mentre al dirigente spetta l’organizzazione e la vigilanza dell’attività, al preposto si impone essenzialmente l’obbligo di controllare la corretta esecuzione delle attività, secondo le direttive aziendali ricevute.




RISPOSTA:
L’Accordo Stato Regioni del 21/12/11 prevede per il preposto un corso base, con contenuti minimi previsti al punto 5 dello stesso, ed una formazione di aggiornamento della durata complessiva di 6 ore da completare nell’arco di un quinquennio, come indicato nel punto 9. Anche l’Accordo del 25/07/2012 prevede l’aggiornamento del preposto, indicando nel paragrafo intitolato “Aggiornamento della formazione”, il corso “base” per preposto come credito formativo permanente, ma solo se non subentrano mutamenti nel rapporto di preposizione nell’ambito aziendale, precisando che: “il credito formativo continua a sussistere fino a quando la posizione del preposto rimane sostanzialmente analoga nell’ambito dell’organizzazione di riferimento, con la conseguenza che il preposto deve solo aggiornare la propria formazione […], mentre tale credito viene meno ove la posizione del preposto sia sostanzialmente mutata nell’ambito dell’organizzazione di riferimento, con la conseguenza che il preposto deve, in tale seconda ipotesi, svolgere la formazione particolare aggiuntiva (perché legata al ruolo svolto in azienda) come preposto”.

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