D.P.I.: COSA SONO, QUANDO SI USANO E CHI FORNISCE I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

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COSA SONO I DPI (DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE)?

Il significato di D.P.I. è “Dispositivo di Protezione Individuale”. L’acronimo DPI pertanto si pronuncia con la dizione italiana, non inglese!

Il D.lgs. 81/08 (il cosiddetto Testo Unico Sicurezza sul Lavoro) definisce i Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) come “qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo”.

I DPI, come dispositivi di sicurezza di tipo individuale, devono essere scelti come seconda alternativa rispetto alle misure di protezione collettiva a fronte di un rischio, in accordo con quanto indicato dall’art. 15 del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro.

QUALI DISPOSITIVI “NON” SONO DPI?

Non tutti i dispositivi di sicurezza che vengono indossati e che svolgono una funzione di protezione sono definiti DPI.

Non sono considerati Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.):

a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore

b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio

c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell’ordine pubblico

d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto

e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative

f) i materiali per l’autodifesa o per la dissuasione

g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

I DPI DEVONO ESSERE MARCATI CE?

Sì, tutti i DPI devono essere marcati CE.

La marcatura CE è apposta sul Dispositivo di Protezione Individuale (D.P.I.) in modo visibile, leggibile e indelebile. Se ciò fosse impossibile o ingiustificato a causa della natura del DPI, la marcatura CE è apposta sull'imballaggio o sui documenti di accompagnamento del DPI (ad esempio nelle istruzioni per l’uso).

I fabbricanti devono garantire che i Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) siano accompagnati da istruzioni e informazioni contenenti, tra l’atro, le modalità di magazzinaggio, impiego, pulizia, manutenzione, revisione e di disinfezione.

Se i DPI sono commercializzati in Italia, le istruzioni devono essere in Italiano.

Tali istruzioni e informazioni, come pure le eventuali etichettature del dispositivo di protezione individuale di sicurezza, devono essere chiare, comprensibili, intelligibili e leggibili.

QUAL È LA CLASSIFICAZIONE DEI DPI? COSA SONO I DPI DI TERZA CATEGORIA?

La normativa di riferimento per i fabbricanti sui Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.) è il Regolamento (UE) 2016/425 che prevede che i DPI siano classificati in tre categorie.

I Dispositivi di Protezione Individuali DPI di prima categoria (categoria I) proteggono dai seguenti rischi minimi:

a) lesioni meccaniche superficiali

b) contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l'acqua

c) contatto con superfici calde che non superino i 50 °C

d) lesioni oculari dovute all'esposizione alla luce del sole (diverse dalle lesioni dovute all'osservazione del sole)

e) condizioni atmosferiche di natura non estrema.

I Dispositivi di Protezione Individuali DPI di seconda categoria (categoria II) sono quelli che non rientrano né nella prima categoria, né nella terza categoria.

I Dispositivi di Protezione Individuali DPI di terza categoria (categoria III) proteggono dai rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili con riguardo a quanto segue:

a) sostanze e miscele pericolose per la salute

b) atmosfere con carenza di ossigeno

c) agenti biologici nocivi

d) radiazioni ionizzanti

e) ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell'aria di almeno 100 °C

f) ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell'aria di – 50 °C o inferiore

g) cadute dall'alto

h) scosse elettriche e lavoro sotto tensione

i) annegamento

j) tagli da seghe a catena portatili

k) getti ad alta pressione

l) ferite da proiettile o da coltello

m) rumore nocivo.

I DPI di terza categoria sono pertanto dispositivi di sicurezza il cui corretto utilizzo deve essere ben noto al lavoratore, che non dovrà solo essere formato in merito al loro utilizzo, ma anche addestrato.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO SUI DPI?

Il D.Lgs. 81/08 fornisce chiari obblighi a carico del datore di lavoro sia all’atto della scelta dei Dispositivi di Protezione Individuale che per quanto concerne la loro gestione e fornitura ai lavoratori.

In particolare il Datore di Lavoro ha obbligo di:

a) effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi

b) individuare le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi, tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI

c) aggiornare la scelta dei DPI ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione

d) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore connesse con l'uso dei Dispositivi di Protezione Individuale

e) mantenere in efficienza i DPI e assicurare le loro condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante

f) provvedere che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti conformemente alle informazioni del fabbricante

g) destinare ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prendere misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori

h) informare il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge

i) rendere disponibile nell’azienda informazioni adeguate su ogni DPI

l) stabilire le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI

m) assicurare una formazione adeguata e organizzare, se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI. In particolare l’addestramento è obbligatorio per i Dispositivi di Protezione Individuali DPI che rientrano nella III categoria.

CHI FORNISCE I DPI?

Nessun dubbio! La fornitura è a carico del Datore di Lavoro, il lavoratore pertanto non dovrà sostenere alcun costo per l’acquisto dei DPI.

È sempre opportuno che il datore di lavoro registri la consegna dei Dispositivi di Protezione Individuali (D.P.I.). A tal fine è possibile utilizzare il seguente FAC-SIMILE.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI DEI PREPOSTI SUI DPI?

Gli obblighi dei preposti, per quanto concerne i Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), sono rintracciabili all’art. 19 del D.Lgs. 81/08. In particolare i preposti hanno l’obbligo di:

  • sovrintendere e vigilare sull'osservanza da parte dei singoli lavoratori sull’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) messi a loro disposizione e, in caso di persistenza dell'inosservanza, informare i loro superiori diretti;
  • segnalare al datore di lavoro o al dirigente le deficienze dei dispositivi di protezione individuale (DPI) delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta.

QUALI SONO GLI OBBLIGHI DEI LAVORATORI SUI DPI?

Anche i lavoratori, a loro volta, hanno degli specifici obblighi previsti dal cosiddetto “Testo Unico Sicurezza sul Lavoro” D. Lgs. 81/08 in merito all’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.).

In particolare, i lavoratori:

  • si devono sottoporre al programma di formazione e addestramento organizzati dal datore di lavoro sull'uso dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
  • devono utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione
  • devono provvedere alla cura dei DPI messi a loro disposizione
  • non devono apportare modifiche ai DPI di propria iniziativa
  • devono segnalare immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o al preposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) messi a loro disposizione.

I DPI VANNO SOTTOPOSTI A CONTROLLI PERIODICI?

La risposta è affermativa, in particolare ogni Dispositivo di Protezione Individuale (D.P.I.) dovrà essere verificato visivamente da parte del lavoratore prima del suo utilizzo.

In aggiunta, ogni DPI dovrà essere sottoposto a regolari controlli secondo le indicazioni fornite dal fabbricante nelle istruzioni obbligatorie che devono accompagnare il dispositivo stesso. Nelle istruzioni d'uso del Dispositivo di Protezione Individuale sono riportate, qualora necessario, anche le periodicità dei controlli e se eventualmente questi devono essere eseguiti solo da personale specializzato.

I DPI HANNO UNA SCADENZA?

Se il DPI ha una scadenza, deve essere il fabbricante a fornirne le indicazioni, riportando nelle istruzioni l’eventuale durata del Dispositivo di Protezione Individuale.

In tal caso, nel DPI viene riportata la data di fabbricazione del dispositivo e quindi, con l’indicazione della durata sul manuale, l’utilizzatore ha tutte le informazioni per dedurne la data di scadenza.

Se il fabbricante non può impegnarsi per quanto riguarda la vita utile del Dispositivo di Protezione Individuale (D.P.I.), deve indicare nelle istruzioni tutte le informazioni necessarie a consentire all'utilizzatore di determinare il mese e l'anno di scadenza ragionevole in relazione al livello di qualità del modello e alle condizioni effettive di magazzinaggio, di impiego, di pulizia, di revisione e di manutenzione.

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