La movimentazione dei pazienti rappresenta una delle attività che può determinare un significativo sovraccarico biomeccanico per gli operatori che lavorano nel settore sanitario e assistenziale.
Sollevare, trasferire o riposizionare una persona non autosufficiente presenta caratteristiche differenti rispetto alla movimentazione di un oggetto: il paziente può avere capacità motorie residue differenti, collaborare solo parzialmente o non collaborare affatto e richiedere l'impiego di specifici ausili e attrezzature. La valutazione di questo rischio deve quindi considerare contemporaneamente diversi elementi, tra cui: il numero e la tipologia dei pazienti da movimentare, l'organizzazione del lavoro, gli ausili disponibili, le caratteristiche degli ambienti e la formazione degli operatori.
Su questa impostazione multifattoriale si basa il metodo MAPO - Movimentazione e Assistenza Pazienti Ospedalizzati, sviluppato dall'Unità di Ricerca EPM (Ergonomia della Postura e del Movimento) di Milano per l'analisi del rischio derivante dalla movimentazione manuale dei pazienti.
La metodologia permette di ottenere un indice sintetico di esposizione, l'Indice MAPO, attraverso il quale classificare il livello di rischio e individuare le situazioni sulle quali intervenire con misure preventive.
Il metodo rientra tra i metodi di valutazione esaminati nell'ISO/TR 12296:2012, documento tecnico internazionale dedicato all'ergonomia nella movimentazione manuale delle persone nel settore sanitario.
INAIL include il MAPO tra i metodi disponibili nella propria ErgoToolkit Suite per la valutazione dei rischi ergonomici.
Il metodo MAPO è uno strumento di analisi del rischio da movimentazione manuale dei pazienti sviluppato originariamente per i reparti di degenza e cura. Il metodo prende in considerazione in maniera integrata i principali fattori ergonomici che determinano l'esposizione degli operatori durante le attività assistenziali.
Il primo modello è stato sviluppato dall’Unità di Ricerca EPM negli anni Novanta; la metodologia e l’Indice MAPO sono stati poi descritti nella letteratura scientifica a partire dal 1999 e successivamente sottoposti a diversi studi di validazione.
A differenza dei metodi destinati alla movimentazione manuale di oggetti (MMC), il MAPO tiene conto delle peculiarità della movimentazione dei pazienti, considerando non soltanto il numero delle operazioni effettuate, ma anche il grado di autonomia dei pazienti, la disponibilità e l'adeguatezza degli ausili, gli spazi di lavoro e la formazione degli operatori.
Il metodo MAPO valuta l’esposizione alla movimentazione manuale dei pazienti considerando in modo integrato i principali fattori che caratterizzano l’attività assistenziale.
In particolare, prende in esame quattro principali aspetti:
Questi elementi vengono combinati nella determinazione dell’Indice MAPO, che consente di esprimere il livello di esposizione del reparto alla movimentazione manuale dei pazienti.

La movimentazione dei pazienti presenta caratteristiche differenti rispetto alla tradizionale Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC), perché riguarda persone con livelli diversi di autonomia e collaborazione e richiede di considerare contemporaneamente la sicurezza dell’operatore e quella del paziente.
Le modalità di sollevamento, trasferimento o riposizionamento dipendono infatti dalle capacità motorie residue del paziente, dal suo grado di collaborazione, dagli ausili disponibili, dalle caratteristiche degli ambienti e dall’organizzazione del lavoro. Per questo la valutazione del rischio deve adottare un approccio specifico e multifattoriale, come previsto anche dall’ISO/TR 12296:2012 per la movimentazione manuale delle persone nel settore sanitario.
In questo contesto si inserisce il metodo MAPO, sviluppato per valutare l’esposizione degli operatori alla movimentazione manuale dei pazienti. Lo studio di validazione di Battevi et al. (2006) ha evidenziato un’associazione tra l’aumento dell’Indice MAPO e la comparsa di episodi di lombalgia acuta nel personale sanitario esposto.
Il calcolo dell’Indice MAPO si basa sui dati relativi a operatori, pazienti, ausili, carrozzine, ambiente e formazione, raccolti attraverso una specifica check list. Le informazioni vengono elaborate attraverso la seguente equazione:
MAPO = (NC/Op · Fs + PC/Op · FA) · FC · Famb · FF
dove:
Le informazioni raccolte sui diversi fattori vengono tradotte dal modello nell’Indice MAPO, che sintetizza le condizioni di esposizione al rischio all’interno del reparto e consente di individuare il livello di esposizione, supportando la programmazione degli interventi di prevenzione.
Nella letteratura scientifica e nei più recenti documenti tecnici INAIL sono presenti due modalità di articolazione delle fasce, tra loro sostanzialmente coerenti nei valori soglia principali, ma differenti nel livello di dettaglio attribuito ai valori più elevati dell’indice.
La classificazione utilizzata negli studi di sviluppo e validazione del metodo MAPO individua tre livelli di esposizione verde, giallo e rosso:
Indice MAPO | Livello di esposizione | Interpretazione |
0 – 1,5 | assente | esposizione trascurabile |
1,51 – 5 | medio | esposizione moderata |
> 5 | elevato | Esposizione rilevante |
Questa classificazione, descritta anche nello studio di validazione di Battevi et al. (2006), associa all’aumento dell’Indice MAPO una crescente probabilità di episodi di lombalgia acuta negli operatori esposti alla movimentazione manuale dei pazienti.
Una classificazione più articolata è riportata da INAIL nel Report Azione centrale CCM 2018, pubblicato nel 2023, che distingue invece quattro livelli:
Indice MAPO | Fascia | Interpretazione |
0 – 1,5 | Verde | esposizione trascurabile |
1,51 – 5 | Arancione | esposizione non rilevante, ma associabile a un aumento delle patologie del rachide lombo-sacrale |
5,01 – 10 | Rossa | esposizione significativa, crescente all’aumentare dell’indice |
> 10 | Nera | rischio inaccettabile |
Il Report INAIL adotta una classificazione più articolata dei valori superiori a 5, distinguendo la fascia rossa fino a 10 e la fascia nera oltre 10.
INAIL sottolinea inoltre che, pur essendo espresso attraverso un valore numerico, l’Indice MAPO ha un significato qualitativo: rappresenta il livello di esposizione riferito al reparto e non una misurazione quantitativa del sovraccarico biomeccanico del singolo operatore.
Questo è un punto importante poiché il campo di applicazione non deve essere esteso automaticamente a qualsiasi attività nella quale venga movimentata una persona.
Il metodo MAPO è stato originariamente sviluppato e validato per la valutazione del rischio da movimentazione manuale dei pazienti nei reparti di degenza e cura. Nel tempo sono state sviluppate modalità di valutazione e adattamenti destinati anche ad altri contesti sanitari e assistenziali, tra cui strutture geriatriche e RSA, blocchi operatori, servizi ambulatoriali, Day Hospital e pronto soccorso.
È quindi importante utilizzare la versione e la procedura di valutazione coerenti con lo specifico contesto assistenziale, evitando di applicare automaticamente il modello originario a situazioni per le quali non è stato sviluppato o validato.
La valutazione del rischio connesso alla Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) rientra nel Titolo VI del D.Lgs. 81/08. In particolare, l’art. 168 prevede che il Datore di Lavoro adotti le misure necessarie per evitare o ridurre il ricorso alla movimentazione manuale e valuti le attività tenendo conto anche dei fattori indicati nell’Allegato XXXIII.
Nel settore sanitario e assistenziale, dove la movimentazione riguarda persone e non carichi inerti, assume particolare rilievo l’ISO/TR 12296:2012 – Ergonomics – Manual handling of people in the healthcare sector, che fornisce indicazioni specifiche per la valutazione e la gestione del rischio derivante dalla movimentazione manuale dei pazienti.
Tra i metodi di valutazione esaminati nell’ISO/TR 12296 è presente il metodo MAPO, che consente di analizzare l’esposizione considerando in modo integrato fattori quali organizzazione del lavoro, tipologia e numero dei pazienti, ausili disponibili, caratteristiche degli ambienti e formazione degli operatori.
Uno dei principali vantaggi del MAPO è che la valutazione dei singoli determinanti consente di individuare i fattori critici sui quali intervenire per ridurre concretamente l’esposizione al rischio e, conseguentemente, l’Indice MAPO. In funzione delle criticità emerse, le misure possono riguardare:
INAIL mette a disposizione ErgoToolkit Suite, un applicativo dedicato alla valutazione e alla prevenzione dei rischi ergonomici e da sovraccarico biomeccanico che comprende anche una specifica procedura per l’applicazione del metodo MAPO – Movimentazione Assistita dei Pazienti Ospedalizzati.
La valutazione richiede l’inserimento delle informazioni relative ai principali fattori considerati dal metodo, tra cui operatori e pazienti, ausili per la movimentazione, carrozzine e caratteristiche degli ambienti assistenziali.
Sulla base dei dati inseriti, l’applicativo consente di determinare l’Indice MAPO e di individuare il livello di esposizione del reparto, supportando l’applicazione della metodologia e la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico nelle strutture interessate.
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