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SICUREZZA SUL LAVORO: COSA SI INTENDE
E QUALI SONO LE FIGURE CHIAVE COINVOLTE

Cosa si intende per sicurezza sul lavoro?

Sicurezza sul lavoro significa evitare che il lavoratore subisca degli infortuni sul posto di lavoro come principio cardine adottato da ogni azienda. Per la legge, lavoro e sicurezza sono due termini che non possono essere separati.

Nel nostro Paese, la salute e la sicurezza nel lavoro sono disciplinate da diverse leggi come il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, più noto (anche se in modo errato, non trattandosi dell’unica legge sulla sicurezza) come “Testo unico sicurezza sul lavoro” o TUSL, in cui si deduce come l’obiettivo primario del legislatore sia quello di assicurare e garantire un adeguato livello di sicurezza sul posto di lavoro

Vediamo di seguito un approfondimento sul tema della sicurezza sul posto di lavoro e sulle norme sulla sicurezza sul lavoroaffrontando i seguenti argomenti:

LA SALUTE, LA SICUREZZA E IL LAVORO SONO TUTELATI DALLA COSTITUZIONE?

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La tutela della salute, il lavoro in sicurezza e il diritto al lavoro in termini generali sono diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione della Repubblica, nei seguenti articoli:

  • Art. 32 Costituzione - “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti
  • Art. 38 Costituzione - “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria
  • Art. 35 Costituzione - “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni"
  • Art. 41 Costituzione - “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana
     

COME SI RAGGIUNGE UN “ADEGUATO LIVELLO DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO”?

Il Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (TUSL 81/08) non individua specificatamente le misure che il datore di lavoro deve adottare per prevenire gli infortuni causati dai rischi insiti all'ambiente di lavoro e quelli derivanti da elementi esterni al luogo di lavoro. Le norme di sicurezza sul lavoro non individuano lo standard di sicurezza che il datore di lavoro deve garantire, pertanto, l’assenza di indicazioni ha indotto la giurisprudenza a coniare il concetto della “massima sicurezza sul lavoro possibile”. Questo significa che il datore di lavoro è tenuto ad offrire misure e tecniche di sicurezza secondo la “migliore scienza ed esperienza”.
L’imprenditore, per la sua posizione di garante, a norma dell’art. 2087 c.c. “è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

 

IL DATORE DI LAVORO PUÒ SCEGLIERE LIBERAMENTE LE MISURE DI SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO?

Il datore di lavoro è libero di scegliere le misure di sicurezza sul lavoro più idonee dopo un’attenta e ponderata valutazione dei rischi presenti nell’ambiente di lavoro ma, è obbligato, ai sensi delle norme di sicurezza sul lavoro, ad adottare standard elevati di sicurezza sul posto di lavoro, senza bilanciare ed analizzare i costi (delle misure sicurezza e degli infortuni) e i benefici.

In linea di principio, il datore di lavoro, qualora possa scegliere tra diversi sistemi di prevenzione e sicurezza sul lavoro, è tenuto ad adottare quello più idoneo a garantire un maggior livello di sicurezza.
 

CHE COS’È LA “VALUTAZIONE DEI RISCHI”?

Il Datore di Lavoro nel predisporre le misure di prevenzione e protezione per tutelare la salute e sicurezza sul luogo di lavoro deve conoscere i rischi, realizzando una mappatura dei rischi che consenta:

  • l’analisi, la stima e la valutazione del rischio
  • la valutazione dell’impatto organizzativo, economico, reputazionale, ecc.
  • la gestione del rischio sul lavoro e le misure di prevenzione e sicurezza sul lavoro da adottare per ridurlo se non neutralizzarlo.

A norma dell’art. 17 lett. a) D.Lgs. 81/2008 “Il datore di lavoro non può delegare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28 (DVR)…”.

La legge e le norme di sicurezza sul lavoro (principalmente il Testo Unico Sicurezza sul Lavoro) non danno indicazioni metodologiche al datore di lavoro sulla valutazione dei rischi, pertanto il datore di lavoro dovrà scegliere i criteri da adottare per analizzare e valutare i rischi e per predisporre il documento di valutazione dei rischi (DVR).

Ai sensi dell’art. 29 del D. Lgs. 81/2008, per determinate tipologie di Aziende, il legislatore ha previsto la possibilità di svolgere la valutazione dei rischi e redigere il DVR attraverso “procedure standardizzata”. Vedi il format del DVR predisposto sulla base delle procedure semplificate: CLICCA QUI!

LA SICUREZZA SUL LAVORO: COSTI O VANTAGGI?

La valutazione del rischio permette di prevenire le situazioni di pericolo che potrebbero causare infortuni o malattie professionali e di proteggere i lavoratori dagli infortuni e dalle malattie professionali.

La corretta gestione del rischio sul lavoro e l’adozione degli adeguati dispositivi di protezione individuali (DPI) e collettivi (DPC) permettono di proteggere i lavoratori, limitando l’insorgere di malattie ed infortuni.

Quindi, sostenere un costo o investire in un sistema di sicurezza aziendale sul lavoro permette di tutelare le figure apicali (e le figure chiave responsabili della sicurezza sul lavoro) dell’azienda e di assicurare alla stessa numerosi vantaggi anche di tipo economico.

Investire sulla sicurezza sul lavoro, sulla prevenzione e protezione limita o elimina:

  • la responsabilità civile (risarcimento del danno, azioni di rivalsa dell’INAIL, etc.)
  • la responsabilità penale (condanne restrittive alle libertà personali del reo e sanzioni pecuniarie)
  • la responsabilità amministrativa prevista dal D. Lgs. 231/01 che colpisce l’azienda con sanzioni pecuniarie variabili da un minimo di € 25.800,00 ad un massimo di € 1.549.000,00 e/o interdittive (interdizione dall’esercizio dell’attività, la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito, ecc.).
     

SICUREZZA SUL LAVORO: L’INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA DEI LAVORATORI

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Il Testo Unico Sicurezza sul Lavoro e la normativa sicurezza sul luogo di lavoro ha imposto al Datore di Lavoro, di rendere il proprio lavoratore consapevole dei rischi nell’attività lavorativa, di organizzare o individuare validi corsi obbligatori di formazione sulla sicurezza sul posto di lavoro e, qualora necessario, di addestramento.

La consapevolezza dei pericoli ed il corretto uso dei dispositivi di protezione (DPI) permettono al lavoratore di evitare, prevenire o di ridurre gli infortuni sul lavoro nonché di subire lesioni che possono anche determinare menomazioni importanti.

La formazione attraverso corsi sulla sicurezza sul lavoro o azioni di affiancamento, deve essere efficace e svolta sempre nel rispetto della normativa vigente, ossia citando i principali riferimenti:

I corsi di formazione obbligatori sulla sicurezza sul lavoro possono essere svolti in presenza, in videoconferenza, e in modalità elearning, nel rispetto di precisi requisiti.
 

QUALI SONO LE FIGURE CHIAVE COINVOLTE NELLA SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO?

Il legislatore, per tutelare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, ha adottato il “modello collaborativo” che coinvolge diversi soggetti, dal Datore di Lavoro al Lavoratore alle figure del RSPP o del medico competente, degli addetti al primo soccorso e antincendio. Riassumendo, le principali figure previste dal Testo Unico Sicurezza sul Lavoro sono:

CHI È IL RESPONSABILE DELLA SICUREZZA E CHI CONTROLLA LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO?

Secondo il Testo Unico Sicurezza sul Lavoro, tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza sul lavoro sono “responsabili”, sebbene, alcuni di essi svolgono solo funzioni di controllo e/o segnalazione o i loro obblighi consistano essenzialmente nell’applicare le misure di prevenzione e sicurezza sul lavoro previste dall’azienda. Per esempio, l’art. 20 del D.Lgs. 81/08 prevede che i lavoratori:

  • contribuiscano, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • segnalino immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi, nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle proprie competenze e possibilità per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

L’art. 19 del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro impone in capo al preposto di:

a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di rilevazione di non conformità comportamentali in ordine alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale, intervenire per modificare il comportamento non conforme fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza della inosservanza, interrompere l'attività del lavoratore e informare i superiori diretti;

b) verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;

c) richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;

d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;

e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;

f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;

f-bis) in caso di rilevazione di deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante la vigilanza, se necessario, interrompere temporaneamente l'attività e, comunque, segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate;

g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37.

L’art. 18 del D. Lgs. 81/2008 prevede in capo al dirigente e al datore di lavoro:

  • richiedere l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme di sicurezza sul lavoro vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali (DPI) messi a loro disposizione;
  • consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), l'applicazione delle misure di sicurezza, di prevenzione e di protezione della salute;
  • vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l'obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.

Certamente fungono da controllori in merito alla sicurezza sul lavoro:

  • il RSPP che, sebbene sia un ausiliario del datore di lavoro, privo di un effettivo potere decisionale e di spesa, è comunque chiamato a rispondere, anche penalmente, qualora con imperizia, negligenza, imprudenza (colpa generica) o inosservanza di leggi (colpa specifica), abbia trascurato di segnalare una situazione di rischio, inducendo, così, il datore di lavoro, ad omettere l’adozione di una doverosa misura di prevenzione per la salute e sicurezza sul lavoro.
  • Il Medico Competente che comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all'articolo 35 del D. Lgs. 81/08, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione (RSPP), ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS), i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori deve visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all'anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi.
     

QUALI SONO GLI ENTI DELLO STATO PREPOSTI AI CONTROLLI E ALLA VIGILANZA SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO?

A norma dell’art. 13 del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro la vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta:

  • dall'azienda sanitaria locale competente per territorio
  • dal personale ispettivo del Ministero del lavoro
  • e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco (VVF).
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